Categoria: Cultura ed Usanze

La Timbila


Il Chopi ovvero la gente del litorale in Provincia di Inhambane sono conosciuti per un unico tipo di xilofono chiamato mbila (pl: timbila) e il tipo di musica suonata con essa, che “si crede essere il metodo pi? sofisticato di composizione ancora trovato tra i popoli primitivi “.

Ensemble composto di una decina di xilofoni di quattro dimensioni e accompagnare cerimoniali danze con composizioni lunghe chiamate ngomi che consistono in un’ouverture e dieci movimenti di diversi ritmi e stili. Il leader ensemble serve come poeta, compositore, direttore d’orchestra, e performer, creando e improvvisando il testo,in una melodia in parte sulla base delle caratteristiche del linguaggio suono Chopi. I musicisti dell’ensemble parzialmente improvvisano le loro parti secondo lo stile e le indicazioni del leader.


Marrabenta Mozambicana


E’ la pi? nota forma di musica dal Mozambico.
Giocato sui materiali improvvisati , il marrabenta deriva dal portoghese rebentar (arrabentar in vernacolo locale), nel senso di rottura.? Strumenti tipici sono le lattine e pezzi di legno. I testi di solito in lingua locale e includeva brani di critica sociale cos? come di tematiche sentimentali.

I Makonde


I Makonde (o Maconde) o Wamakonde ? un’etnia diffusa nel Mozambico settentrionale e nella Tanzania sudorientale.

Conosciuti come grandi guerrieri, furono fondamentali nella lotta di liberazione del Mozambico (l’indipendenza arriv? nel1974) nei confronti del Portogallo perch? oltre che feroci e agguerriti combattenti conoscevano meglio dell’esercito portoghese le foreste del nord del Mozambico dove si erano stabiliti da generazioni e questo li avvantaggi? nella lotta di liberazione.

Tra i Makonde, gli uomini hanno l’abitudine di limare i denti appuntendoli e facendoli diventare simili a quelli degli squali, ci? che contribuisce a incrementare il loro aspetto aggressivo e ad alimentare la leggenda dei Makonde come guerrieri feroci. Hanno anche l’abitudine di tatuare il proprio corpo. Le colorate e a volte bizzarre maschere che rappresentano molte volte animali o persone malate vengono usate nelle loro cerimonie religiose e sono solo un esempio della ricca e antica cultura dei Makonde.

L’etnia Macua

I macua sono un popolo bantu di circa 3 milioni di persone che vive nel nord del Mozambico, specialmente nella regione di Nampula nonch? in quelle di Niassa, Cabo Delgado e Zambezia. La loro lingua appartiene al gruppo bantu.
Tradizionalmente, i macua prevedono la sola diffusione orale delle proprie conoscenze, ma da alcuni anni, stanno letteralmente inventando una versione scritta Xirima per lasciare ai posteri un patrimonio culturale non indifferente, fatto di riti, di usanze, di storie ancestrali. La lingua ufficiale resta il portoghese.

Il Mozambico si ? reso indipendente dal Portogallo nel 1975, dopo un decennio di guerriglia che ha isolato il Paese dall’esterno preservando, indirettamente, le usanze dei macua che basano la propria esistenza ed economia sull’avvicendarsi delle stagioni. Sono, infatti, agricoltori, e solo all’occorrenza cacciatori.

Il tempo, qui ? scandito dalla semina e dalla raccolta. Gli antichi costumi si permeano sulla credenza che la donna sia il centro del tutto. Ogni cosa ? vista al femminile. Tutto viene generato dalla donna e ad essa torna.

E’colei che crea, e nella cultura macua, vuol dire essenzialmente seminare il passato nel presente per il futuro. La donna ? lo statuto stesso della vita sociale. E’ matriarca ed ? lei che delega parte dei propri poteri al Mwene, il re del villaggio.

Le ragazze, sin dalla tenera et?, trascorrono il proprio tempo con le anziane del gruppo, le nonne, da cui apprendono in che modo gestire la propria vita. L’iniziazione femminile ? costante e mira alla formazione della famiglia, alla procreazione.
Per i ragazzi, invece si tratta del passaggio dalla fanciullezza all’et? delle responsabilit?, ovvero la fecondazione, il procacciamento del cibo, del vestiario e la sepoltura dei morti. Rito, quest’ultimo molto importante.

I macua ritengono che ogni cosa, ogni persona, sia generata dal ventre di una montagna chiamata Namuli. Il centro dell’universo. E alla fine del ciclo vitale, tutto torna al monte, visto come il seno materno di Dio. La divinit?, il Muluku, con cui si relazionano attraverso gli antenati celebrando banchetti, ? concepita al femminile.
La donna macua ?, quindi, sovrana perch? fonte di vita

Il Berimbao

Il berimbao (o berimbau o birimbao) ? uno strumento musicale a corda percossa di origine africana, diffusosi in Brasile in seguito all’importazione degli schiavi africani durante il colonialismo. Oggi ? parte della tradizione della musica latinoamericana, e in particolare della capoeira.

Il berimbao ? composto da un arco di legno, lungo da 1,3 a 1,6 metri (ma ve ne sono anche di pi? lunghi), a seconda della estensione musicale dello strumento, che tende una corda metallica. Una zucca secca e cava (detta caba?a) alla quale ? stata realizzata un’apertura ? fissata all’arco di legno e funge da cassa di risonanza. Questo strumento deve il suo nome al legno brasiliano denominato Biriba, oggi in estinzione, con il quale veniva e viene tuttora prodotto.

Il berimbao ? retto con la mano sinistra in posizione verticale (con l’arco rivolto verso il corpo del suonatore) mentre la mano destra mantiene un caxixi e una bacchetta di legno (vareta o baqueta). Quest’ultima ? usata per percuotere la corda (detta arame) del berimbao. Allontanando e avvicinando la zucca al corpo, il suonatore pu? amplificare o attutire il suono chiudendo o meno l’apertura della caba?a. Una moneta (detta dobr?o) o una pietra levigata tenuta fra l’indice e il pollice della mano sinistra pu? essere accostata o meno alla corda in modo da variarne l’ampiezza di vibrazione e, quindi, cambiare il suono prodotto dallo strumento.

Si possono distinguere tre tipi di berimbau, a seconda dell’altezza del suono prodotto: “Viola”, “medio” e “gunga”, che producono rispettivamente un suono acuto, intermedio e grave. Quest’ultimo, generalmente il pi? grande dei tre, viene spesso considerato strumento “sacro”. Nella Capoeira il gunga pu? essere suonato solo da un musicista particolarmente importante (per esempio un maestro) o da chi ne riceva il permesso dal maestro.